Deltasone (prednisone): guida completa a uso, dosaggio e sicurezza
Dosaggi
Deltasone 5 mg
| Quantità | Prezzo per compressa | Risparmi | Prezzo totale | |
|---|---|---|---|---|
| 180 | €0,23 | - | €42,14 | |
| 270 | €0,21 | €5,59 | €57,62 | |
| 360 | €0,20 | €11,18 | €73,10 |
Deltasone 10 mg
| Quantità | Prezzo per compressa | Risparmi | Prezzo totale | |
|---|---|---|---|---|
| 60 | €0,57 | - | €34,40 | |
| 90 | €0,45 | €11,18 | €40,42 | |
| 120 | €0,42 | €18,92 | €49,88 | |
| 180 | €0,37 | €36,98 | €66,22 | |
| 270 | €0,33 | €64,50 | €90,30 | |
| 360 | €0,32 | €90,30 | €116,10 |
Deltasone 20 mg
| Quantità | Prezzo per compressa | Risparmi | Prezzo totale | |
|---|---|---|---|---|
| 60 | €0,66 | - | €39,56 | |
| 90 | €0,60 | €5,16 | €54,18 | |
| 120 | €0,58 | €9,46 | €69,66 | |
| 180 | €0,54 | €21,50 | €97,18 | |
| 270 | €0,53 | €36,12 | €141,90 | |
| 360 | €0,51 | €54,18 | €183,18 |
Deltasone 40 mg
| Quantità | Prezzo per compressa | Risparmi | Prezzo totale | |
|---|---|---|---|---|
| 60 | €0,75 | - | €44,72 | |
| 90 | €0,67 | €6,88 | €60,20 | |
| 120 | €0,64 | €12,90 | €76,54 | |
| 180 | €0,61 | €24,08 | €110,08 | |
| 270 | €0,60 | €40,42 | €160,82 | |
| 360 | €0,58 | €59,34 | €208,98 |
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Nomi commerciali
| Paese | Nomi commerciali |
|---|---|
Italia | Deltacortene |
Germania | Decortin |
Francia | Cortancyl |
FAQ
Descrizione
Deltasone è un prodotto a base di prednisone in compresse per uso orale. Questo corticosteroide sistemico viene impiegato per controllare l'infiammazione e le risposte immunitarie eccessive in numerose malattie allergiche, respiratorie, reumatiche e autoimmuni. Può agire rapidamente, ma non elimina necessariamente la causa della malattia e richiede particolare attenzione alla dose, alla durata del trattamento e alla sospensione. Nel nostro catalogo proponiamo compresse da 5 mg, 10 mg, 20 mg e 40 mg.
Che cos'è Deltasone
Il principio attivo di Deltasone è il prednisone, un glucocorticoide sintetico correlato al cortisolo prodotto dalle ghiandole surrenali. La forma disponibile è una compressa da assumere per via orale. I diversi dosaggi consentono al medico di impostare trattamenti differenti e, quando necessario, di programmare una riduzione graduale della dose; non significano però che la terapia possa essere modificata senza indicazione medica.
Il prednisone esercita effetti antinfiammatori e immunosoppressivi in tutto l'organismo. Questa azione sistemica ne spiega l'utilità in malattie molto diverse, ma anche la possibilità di effetti indesiderati a carico del metabolismo, delle ossa, degli occhi, dell'umore e della capacità di contrastare le infezioni. In generale, il rapporto tra benefici e rischi dipende soprattutto dalla dose e dalla durata del trattamento.
Perché si usa un corticosteroide sistemico
L'infiammazione è una risposta protettiva, ma può diventare dannosa quando è eccessiva, prolungata o diretta contro i tessuti dell'organismo. Nell'asma e in altre malattie respiratorie può contribuire al gonfiore e al restringimento delle vie aeree; nelle artriti infiammatorie può causare dolore, rigidità e danno articolare; nelle reazioni allergiche può interessare pelle, mucose o apparato respiratorio. Le malattie autoimmuni possono invece coinvolgere organi come reni, sangue, intestino o sistema nervoso.
Il prednisone riduce questa attività infiammatoria e immunitaria. Può quindi alleviare i sintomi, limitare il danno tissutale o controllare una riacutizzazione mentre altri trattamenti specifici iniziano ad agire. Non è un analgesico comune, non tratta tutte le cause di dolore e non sostituisce terapie come antibiotici, broncodilatatori o farmaci modificanti la malattia quando questi sono necessari.
Come agisce il prednisone
Dopo l'assorbimento, il prednisone viene convertito principalmente nel fegato in prednisolone, la forma farmacologicamente attiva. Il prednisolone si lega ai recettori dei glucocorticoidi presenti in molte cellule e modifica l'attività di geni coinvolti nella risposta infiammatoria. Ne derivano una minore produzione di mediatori proinfiammatori, una riduzione della migrazione delle cellule immunitarie e una diminuzione della permeabilità dei piccoli vasi nei tessuti infiammati.
L'effetto non è limitato a un singolo organo. Il medicinale può influire anche sull'utilizzo del glucosio, sulla ritenzione di sodio e liquidi, sull'equilibrio del potassio, sul ricambio osseo e sulla funzione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Quest'ultimo effetto è particolarmente importante nei trattamenti prolungati, perché l'organismo può ridurre temporaneamente la propria produzione di cortisolo.
Efficacia e ruolo nella terapia
Il prednisone è un corticosteroide consolidato nella pratica clinica. Il beneficio può comparire rapidamente nelle riacutizzazioni infiammatorie, ma entità e tempi della risposta variano in base alla malattia, alla sua gravità e alla dose prescritta. In alcuni casi viene usato per pochi giorni; in altri può essere necessario per periodi più lunghi, spesso insieme a trattamenti diretti alla causa o capaci di ridurre il bisogno di corticosteroidi.
Nelle terapie croniche l'obiettivo non è mantenere automaticamente una dose elevata, ma individuare la dose minima efficace e rivalutare periodicamente la necessità del trattamento. Se la risposta è insufficiente, aumentare autonomamente la dose espone a maggiori rischi senza garantire un beneficio. Il medico può invece verificare la diagnosi, l'aderenza alla terapia, le interazioni e la necessità di un'alternativa.
Impieghi consolidati
Il prednisone può essere prescritto per numerose condizioni sensibili ai corticosteroidi. Tra gli impieghi rientrano alcune riacutizzazioni dell'asma e di altre malattie respiratorie, reazioni allergiche importanti, artriti infiammatorie e altre malattie reumatiche, malattie infiammatorie intestinali, alcune patologie della pelle e diverse condizioni autoimmuni o ematologiche. Può inoltre far parte di schemi specialistici per determinate malattie renali, neurologiche o oncologiche.
Questa varietà di impieghi non rende il medicinale appropriato per qualsiasi infiammazione. La scelta dipende dalla diagnosi, dalla gravità dell'episodio, dalle infezioni presenti o sospette, dalle altre malattie del paziente e dai trattamenti già in corso. Per esempio, il prednisone può attenuare febbre e dolore associati a un'infezione senza eliminare il microrganismo responsabile, rendendo più difficile riconoscere un peggioramento.
Composizione, forma e dosaggi disponibili
Ogni compressa contiene prednisone nella quantità indicata sulla confezione. Offriamo dosaggi da 5 mg, 10 mg, 20 mg e 40 mg, tutti destinati alla somministrazione orale. Gli eccipienti devono essere verificati sull'etichetta e nel foglio illustrativo della confezione ricevuta, soprattutto in caso di allergie o intolleranze note.
Le diverse concentrazioni non sono prodotti terapeuticamente diversi: contengono lo stesso principio attivo, ma in quantità differenti. Non bisogna presumere che ogni compressa possa essere divisa. L'eventuale suddivisione è appropriata solo se prevista dalle caratteristiche della specifica compressa e indicata dal medico o dal farmacista.
Principi generali di dosaggio e somministrazione
La dose di prednisone varia ampiamente secondo la malattia e la risposta individuale. Un trattamento può iniziare con una dose sufficiente a controllare una fase acuta e proseguire con una riduzione, oppure essere impostato fin dall'inizio sulla dose minima efficace. Le informazioni generali non possono sostituire lo schema prescritto per il singolo paziente.
| Situazione | Principio generale |
|---|---|
| Riacutizzazione acuta | Trattamento di durata limitata, con dose e modalità di sospensione stabilite in base alla condizione. |
| Malattia infiammatoria cronica | Rivalutazioni periodiche e progressiva ricerca della dose minima efficace. |
| Trattamento pediatrico | Dose calcolata in funzione della malattia e spesso del peso, con attenzione a crescita e sviluppo. |
| Uso prolungato | Monitoraggio degli effetti metabolici, ossei, oculari e infettivi; sospensione graduale quando indicata. |
Le compresse vengono spesso assunte con il cibo o subito dopo un pasto per ridurre il fastidio gastrico. Quando è prevista un'unica dose giornaliera, il medico può preferire il mattino per avvicinare l'assunzione al naturale ritmo del cortisolo e limitare l'insonnia. Schemi divisi o a giorni alterni sono adatti soltanto a determinate situazioni e non devono essere introdotti autonomamente.
Dopo un trattamento prolungato o con dosi rilevanti, l'interruzione brusca può causare insufficienza surrenalica o una riacutizzazione della malattia. Debolezza marcata, nausea, vomito, pressione bassa, capogiri o malessere intenso durante una riduzione richiedono una valutazione medica. In caso di dose dimenticata non bisogna raddoppiare automaticamente quella successiva: è opportuno seguire le istruzioni ricevute o chiedere consiglio al medico o al farmacista.
Eliminazione ed emivita
Il prednisone viene convertito in prednisolone soprattutto nel fegato. L'emivita plasmatica del prednisolone è di poche ore, mentre gli effetti biologici durano più a lungo perché dipendono anche dai cambiamenti indotti nell'attività cellulare. Per questo motivo l'emivita nel sangue non indica direttamente quanto a lungo persisteranno il beneficio o gli effetti indesiderati.
Il metabolismo avviene prevalentemente a livello epatico e i metaboliti vengono eliminati soprattutto con le urine. Malattie del fegato, alterazioni delle proteine plasmatiche e farmaci che influenzano gli enzimi metabolici possono modificare l'esposizione al corticosteroide. Un'eventuale modifica della dose deve essere decisa sulla base del quadro clinico, non della sola presenza di una malattia renale o epatica.
Controindicazioni e precauzioni importanti
Deltasone non deve essere usato in caso di ipersensibilità nota al prednisone o a un eccipiente della specifica compressa. Le infezioni fungine sistemiche rappresentano una controindicazione generale ai corticosteroidi sistemici, salvo indicazioni specialistiche eccezionali. Anche altre infezioni attive o non controllate richiedono una valutazione accurata, perché il prednisone può facilitarne la diffusione e mascherarne i sintomi.
Prima del trattamento il medico deve essere informato di tubercolosi attiva o pregressa, esposizione recente a varicella o morbillo, ulcera o sanguinamento gastrointestinale, diabete, ipertensione, insufficienza cardiaca, osteoporosi, glaucoma, cataratta, epilessia, disturbi psichiatrici, malattie del fegato o precedenti problemi muscolari associati ai corticosteroidi. In presenza di una terapia prolungata possono essere necessari controlli di pressione arteriosa, glicemia, elettroliti, salute ossea e occhi.
In gravidanza il prednisone deve essere impiegato solo quando esiste una reale necessità clinica e sotto controllo medico. I corticosteroidi attraversano la placenta e la scelta richiede una valutazione individuale dei benefici e dei rischi. Il prednisolone può passare nel latte materno; durante l'allattamento devono essere considerate dose, durata del trattamento e condizioni del bambino. Nei bambini l'uso prolungato può rallentare la crescita, mentre negli anziani possono assumere maggiore importanza osteoporosi, diabete, ipertensione e suscettibilità alle infezioni.
Vertigini, vista offuscata, insonnia e cambiamenti dell'umore possono compromettere la capacità di guidare o usare macchine. Chi manifesta questi effetti deve evitare tali attività finché non sa come reagisce al medicinale.
Interazioni con medicinali, vaccini e alcol
I farmaci antinfiammatori non steroidei, come ibuprofene o naprossene, possono aumentare il rischio di irritazione, ulcera e sanguinamento gastrointestinale. L'associazione non è sempre vietata, ma deve essere valutata dal medico. Anche il consumo di alcol può aggravare il fastidio gastrico e va limitato o evitato se sono presenti altri fattori di rischio.
Il prednisone può aumentare la glicemia e ridurre il controllo ottenuto con insulina o altri antidiabetici. I diuretici che favoriscono la perdita di potassio e medicinali come l'amfotericina B possono aumentare il rischio di ipokaliemia; una riduzione importante del potassio può inoltre accrescere la tossicità della digossina. La risposta agli anticoagulanti orali può aumentare o diminuire, quindi può essere necessario controllare più spesso i parametri della coagulazione.
Alcuni induttori enzimatici, tra cui rifampicina, carbamazepina e fenitoina, possono ridurre l'esposizione al corticosteroide. Alcuni inibitori enzimatici possono invece aumentarla e rendere più probabili gli effetti indesiderati. La rilevanza dipende dal farmaco, dalla dose e dalla durata dell'associazione.
I vaccini vivi attenuati sono generalmente evitati durante un trattamento a dosi immunosoppressive, mentre la risposta ad altri vaccini può risultare ridotta. Prima di una vaccinazione è quindi necessario comunicare al medico o al centro vaccinale l'uso del prednisone. Bisogna inoltre segnalare tutti i medicinali, gli integratori e i prodotti erboristici assunti, senza sospendere autonomamente una terapia prescritta.
Effetti indesiderati e segnali d'allarme
La probabilità di effetti indesiderati aumenta con la dose e con la durata del trattamento. Nei cicli brevi possono comparire aumento dell'appetito, insonnia, agitazione, bruciore di stomaco, ritenzione di liquidi, mal di testa e variazioni transitorie dell'umore o della glicemia. Con un uso più prolungato possono verificarsi aumento di peso, assottigliamento della pelle, facilità alla formazione di lividi, debolezza muscolare, osteoporosi, aumento della pressione, alterazioni dell'aspetto corporeo, cataratta, glaucoma e maggiore suscettibilità alle infezioni.
Occorre chiedere assistenza medica rapidamente in caso di difficoltà respiratoria, gonfiore del viso o della gola, grave eruzione cutanea, febbre persistente o altri segni di infezione, dolore addominale intenso, vomito con sangue, feci nere, improvvisi disturbi della vista, marcata debolezza, confusione o importanti cambiamenti del comportamento. Ansia grave, depressione, euforia insolita, allucinazioni o pensieri autolesivi richiedono una valutazione urgente. Il materiale seguente distingue gli effetti più comuni dai principali segnali che non devono essere ignorati.

Sovradosaggio
Una singola dose accidentale superiore a quella prescritta può non causare immediatamente una tossicità grave, ma il rischio dipende dalla quantità, dall'età, dalle malattie presenti e dagli altri medicinali assunti. Esposizioni importanti o dosi eccessive ripetute possono accentuare iperglicemia, ritenzione di liquidi, aumento della pressione, alterazioni dell'umore e squilibri elettrolitici.
Non esiste un antidoto specifico per il prednisone. In caso di sospetto sovradosaggio bisogna contattare tempestivamente un medico o un centro antiveleni, senza provocare il vomito salvo istruzioni di un professionista sanitario. In presenza di perdita di coscienza, convulsioni, difficoltà respiratoria o altri sintomi gravi è necessario chiamare i servizi di emergenza. Se possibile, è utile tenere a disposizione la confezione per comunicare principio attivo, dosaggio e quantità assunta.
Conservazione
Conservare le compresse tra 20 °C e 25 °C; sono consentite escursioni tra 15 °C e 30 °C. Tenere il contenitore ben chiuso, al riparo dall'umidità e fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non conservare il medicinale in bagno o in altri luoghi molto umidi e non utilizzarlo dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Le compresse inutilizzate non devono essere gettate nelle acque di scarico: il farmacista può indicare come smaltirle correttamente.
Prescrizione in Italia e nostra procedura d'ordine
In Italia i medicinali orali contenenti prednisone sono soggetti a prescrizione medica.
Questo quadro normativo è distinto dalla nostra procedura d'ordine. Per accettare un ordine di questo prodotto non richiediamo di caricare o inviare una prescrizione durante il nostro checkout. La nostra politica non modifica la classificazione del prednisone in Italia né sostituisce la valutazione del medico, necessaria per stabilire indicazione, dose, durata e modalità di sospensione.
Il nostro team di assistenza è disponibile 24 ore su 24 tramite email e chat e comprende il supporto di un farmacista per chiarimenti generali sul medicinale e sul nostro processo d'ordine. L'assistenza non può formulare una diagnosi né sostituire il medico che conosce la situazione clinica del paziente.
Benefici e limiti
Il principale vantaggio del prednisone è la capacità di ridurre rapidamente un'infiammazione significativa e di modulare una risposta immunitaria dannosa. La disponibilità di compresse in dosaggi diversi facilita la costruzione di schemi prescritti per fasi acute, riduzioni graduali o trattamenti di mantenimento. Il medicinale è inoltre conosciuto da tempo e il suo profilo di effetti, interazioni e precauzioni è ben caratterizzato.
Questi benefici devono essere bilanciati con un'azione sistemica poco selettiva. Più aumentano dose e durata, più diventano rilevanti i rischi metabolici, ossei, oculari, psichiatrici e infettivi. Per molte malattie croniche il prednisone è quindi usato come terapia temporanea o alla dose minima efficace, mentre si valutano trattamenti più mirati capaci di ridurre l'esposizione complessiva ai corticosteroidi.
Equivalenti generici e alternative terapeutiche
Un equivalente generico del prednisone contiene lo stesso principio attivo nella stessa dose e forma farmaceutica e deve soddisfare i requisiti previsti per l'equivalenza; può tuttavia avere eccipienti e aspetto differenti. Prednisolone e metilprednisolone sono invece corticosteroidi diversi: non sono equivalenti diretti compressa per compressa e presentano differenze di potenza, metabolismo e durata d'azione. Un passaggio da un corticosteroide all'altro deve essere calcolato e seguito dal medico.
Le formulazioni inalatorie, nasali, cutanee, oculari o articolari non sono semplici sostituti delle compresse. Agiscono soprattutto nella sede in cui vengono applicate e possono essere preferibili quando la malattia è localizzata, ma hanno indicazioni, dosi e dispositivi specifici. Le formulazioni iniettabili possono essere utilizzate in determinate situazioni acute o quando la via orale non è adatta, senza essere necessariamente più sicure o più mirate.
Esistono inoltre alternative non corticosteroidee, come farmaci antiallergici, broncodilatatori, immunomodulatori o terapie specifiche per le malattie reumatiche e intestinali. La scelta dipende dalla diagnosi e dall'obiettivo terapeutico. Nessuna di queste opzioni deve essere iniziata, sostituita o sospesa autonomamente, soprattutto se il prednisone è stato assunto per un periodo prolungato.
Specifiche del medicinale
| Principio attivo | Prednisone |
|---|---|
| Classe farmacologica | Corticosteroide |
| Forma farmaceutica | Compressa |
| Dosaggi disponibili | 5 mg, 10 mg, 20 mg, 40 mg |
| Via di somministrazione | Orale |
| Conservazione | Conservare a una temperatura compresa tra 20 °C e 25 °C; sono consentite escursioni tra 15 °C e 30 °C. Tenere il contenitore ben chiuso e al riparo dall'umidità. |
| Codice ATC | H02AB07 |
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